Il Real Madrid di Miguel Muñoz esordì al primo turno contro gli olandesi del Feyenoord, perdendo all'andata 2-1, ma ribaltando il risultato a Madrid con quattro gol di Ferenc Puskás[2] per il 5-0 finale. Agli ottavi di finale i Blancos sconfissero gli scozzesi del Kilmarnock con un risultato complessivo di 7-3. Ai quarti i belgi dell'Anderlecht vinsero la partita d'andata 1-0 per poi perdere al Santiago Bernabéu 4-2. In semifinale fu la volta dei campioni in carica dell'Inter, i quali persero 1-0 in Spagna e non andarono oltre l'1-1 in Italia.
Il Partizan di Abdulah Gegić iniziò il cammino europeo contro i francesi del Nantes, che superò con un risultato complessivo di 4-2. Agli ottavi i bianconeri superarono i tedeschi occidentali del Werder Brema con un 3-1 totale. Ai quarti di finale avvenne la spettacolare rimonta ai danni dei cecoslovacchi dello Sparta Praga, dopo aver perso la gara d'andata 4-1, i Parni valjak vinsero il retour match 5-0. In semifinale gli inglesi del Manchester Utd, privi del campione George Best, furono battuti all'andata 2-0 e nel ritorno la sconfitta per 1-0 garantì comunque l'accesso in finale.
A Bruxelles va in scena una finale inedita tra Real Madrid, squadra pluricampione all'ottava finale, e il Partizan Belgrado, prima squadra dell'Est a raggiungere la finale di Coppa dei Campioni. Il match è bello ed equilibrato per tutto il primo tempo. Nella ripresa gli uomini di Gegić vanno in vantaggio col capitano Velibor Vasović. La gioia degli slavi si attenua a venti minuti dalla fine quando Amancio porta il match in parità, per poi spegnersi definitivamente sei minuti dopo col gol di Fernando Serena che regala la sesta coppa ai Blancos.[3]