HD 94776
HD 94776 è una stella gigante arancione di magnitudine 5,93 situata nella costellazione della Carena. Dista 306 anni luce dal sistema solare.
HD 94776 | |
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Classificazione | gigante arancione |
Classe spettrale | K0III C ~ |
Distanza dal Sole | 306 anni luce |
Costellazione | Carena |
Redshift | -25,50 ± 2,00 |
Coordinate | |
(all'epoca J2000.0) | |
Ascensione retta | 10h 55m 17,2203s |
Declinazione | -60° 31′ 01,212″ |
Lat. galattica | -00,8006° |
Long. galattica | 289,1095° |
Dati fisici | |
Raggio medio | 9,77 R⊙ |
Massa | 1,37 M⊙
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Acceleraz. di gravità in superficie | 2,60 logg |
Temperatura superficiale |
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Dati osservativi | |
Magnitudine app. | 5,93 |
Magnitudine ass. | 1,07 |
Parallasse | 10,66 ± 0,58 mas |
Moto proprio | AR: -36,09 ± 0,70 mas/anno Dec: 84,30 ± 0,49 mas/anno |
Velocità radiale | -25,5 ± 2 km/s |
Nomenclature alternative | |
Osservazione
modificaSi tratta di una stella situata nell'emisfero celeste australe. La sua posizione è fortemente australe e ciò comporta che la stella sia osservabile prevalentemente dall'emisfero sud, dove si presenta circumpolare anche da gran parte delle regioni temperate; dall'emisfero nord la sua visibilità è invece limitata alle regioni temperate inferiori e alla fascia tropicale. La sua magnitudine pari a 5,9 la pone al limite della visibilità ad occhio nudo, pertanto per essere osservata senza l'ausilio di strumenti occorre un cielo limpido e possibilmente senza Luna.
Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra febbraio e giugno; nell'emisfero sud è visibile anche per buona parte dell'inverno, grazie alla declinazione australe della stella, mentre nell'emisfero nord può essere osservata limitatamente durante i mesi primaverili boreali.
Caratteristiche fisiche
modificaLa stella è una gigante arancione; possiede una magnitudine assoluta di 1,07 e la sua velocità radiale positiva indica che la stella si sta allontanando dal sistema solare.
Voci correlate
modificaCollegamenti esterni
modifica- Dati della stella dall'archivio Simbad, su simbad.u-strasbg.fr.