Voluta ed organizzata dal CLN, fu portata a termine dal Corpo Volontari della libertà (CVL) guidato dal colonnello Antonio Fonda Savio e da don Edoardo Marzari. I partigiani riuscirono a liberare la città dalle poche forze tedesche rimaste sul territorio il 30 aprile 1945. Il primo di maggio del 1945 Tito entrò a Trieste, anticipando di un giorno le truppe alleate neozelandesi, le quali presero solo il porto. I partigiani italiani vissero in clandestinità per tutto il periodo dell'occupazione jugoslava, che si protrasse per 42 giorni. Il 12 giugno gli Alleati raggiunsero un accordo con Tito, che accettò l'evacuazione da Trieste delle sue truppe. Fu creato il Territorio Libero di Trieste, una sorta di mini-stato sotto l'amministrazione anglo-americana, che durò 9 anni, fino al 1954 (Memorandum di Londra).
- IX Corpo dell'Armata popolare di liberazione della Iugoslavia (NOVJ)
- 30ª Divisione NOVJ
- 17ª Brigata slovena di liberazione nazionale «Simon Gregorčič»
- 18ª Brigata slovena di liberazione nazionale d'assalto «Bazoviška»
- 19ª Brigata slovena di liberazione nazionale d'assalto «Srečko Kosovel»
- 31ª Divisione NOVJ
- 7ª Brigata slovena di liberazione nazionale d'assalto «France Prešeren»
- 16ª Brigata slovena di liberazione nazionale «Janko Premrl-Vojko»
- Brigata Tolminska
- ^ Forze armate del regno di jugoslavia comandate da Josip Broz soprannominato "Tito", rappresentante con ampi poteri politici e militari il re di Jugoslavia in esilio in Inghilterra, soluzione questa voluta dagli alleati anglo-americani americani che progettavano lo sbarco in Normandia. Strategia e tattica prevedevano anche la lotta partigiana delle popolazioni dei territori occupate dalla Germania nazista guidata da Hitler.