Marca da bollo

tipo particolare di carta-valori, simile a un francobollo, usato come pagamento per la convalida di atti e documenti pubblici

La marca da bollo è un tipo particolare di carta-valori, simile a un francobollo, usato come pagamento per la convalida di atti e documenti pubblici (ad esempio, atti notarili, dichiarazioni, passaporti, ecc.).

In alcuni Stati vengono usati in più campi, dalle accise sugli alcolici e sul tabacco a quelle riguardanti il gioco d'azzardo, come negli Stati Uniti d'America[1] e nel Regno Unito.[2]

Per lungo tempo nel Regno Unito i francobolli servirono anche per il pagamento di diritti di bollo, come mostrato dalla scritta Postage & Revenue (posta e diritti di bollo) posta sugli esemplari.

 
Marca da bollo del Lombardo-Veneto austriaco del 1850
 
L'emissione britannica Queen Elizabeth II da 3d denominata "Wilding issue" del 1952 con evidente la dicitura Postage & Revenue

Nel corso degli anni diversi Stati europei come l'Austria (2002)[3] e la Germania (1991)[4] hanno abolito le marche da bollo anche se in Austria si paga ancora l'imposta di bollo per alcuni atti.

Sono sempre più diffusi i valori autoadesivi in tutto il mondo, per la grande disponibilità di macchine automatiche e il vantaggio di non dover mantenere una scorta di valori che tendono a variare nel tempo.[senza fonte]

 
Contrassegno sostitutivo di marca da bollo, autoadesivo, rilasciato dall'Agenzia delle Entrate italiana

In Italia le marche da bollo sono utilizzate fin dal 1863. Vengono vendute generalmente nelle tabaccherie o in esercizi pubblici autorizzati.

Nel 1940 erano state introdotte, per il pagamento dell'Imposta Generale sull'Entrata, particolari marche da bollo a due sezioni abbinate, con vignette differenti: matrice o madre la sinistra, destra la figlia.

Dal giugno del 2005 alle marche da bollo tradizionali sono stati affiancati i contrassegni telematici di tipo autoadesivo, rilasciati per via telematica dall'Agenzia delle entrate e stampati nei punti di rivendita.

Dal 1º settembre 2007 tali contrassegni hanno rimpiazzato in maniera definitiva le marche da bollo rendendole fuori corso.[5]

Per alcuni atti pubblici, come i certificati anagrafici cumulativi, la marca da bollo è stata sostituita da un timbro, che attesta il pagamento in contanti dell'importo direttamente al soggetto emittente l'atto.

Il 19 settembre 2014 è stata introdotta la marca da bollo digitale (Servizio @e.bollo), emessa elettronicamente attraverso siti web connessi all'Agenzia delle Entrate.[6]

Tuttavia, se il contribuente detiene ancora delle vecchie marche da bollo può utilizzarle anche dopo la variazione (ad esempio l'ultimo aumento del 2013); ciò a patto che l'imposta totale sia quella dovuta sul documento considerato. Ad esempio se un documento è soggetto a marche da bollo da 32 euro si possono utilizzare ancora le vecchie marche da 14,62 e 1,81 euro fino al raggiungimento dell'importo dovuto.

Valore storico delle marche da bollo

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In questa sezione è riportata la progressione nel tempo del valore facciale delle marche da bollo della Repubblica Italiana, relative a un generico atto in bollo, cioè per il quale non è specificato un apposito valore, dal 1973 a oggi:

Inizio periodo Fine periodo Valore del bollo Note
1º gennaio 1971 8 luglio 1974 500 lire
9 luglio 1974 27 dicembre 1976 700 lire
28 dicembre 1976 27 maggio 1978 1.500 lire
28 maggio 1978 31 dicembre 1981 2.000 lire
1º gennaio 1982 24 settembre 1987 3.000 lire
25 settembre 1987 31 maggio 1990 5.000 lire
1º giugno 1990 31 dicembre 1990 5.500 lire [7]
1º gennaio 1991 13 luglio 1992 10.000 lire
14 luglio 1992 31 dicembre 1995 15.000 lire
1º gennaio 1996 28 febbraio 2002 20.000 lire
1º marzo 2002 31 luglio 2004 10,33 euro
1º agosto 2004 31 maggio 2005 11,00 euro [8]
1º giugno 2005 25 giugno 2013 14,62 euro [9]
dal 26 giugno 2013 16,00 euro [10]

Galleria d'immagini

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  1. ^ State of New York Stock Transfer Tax Stamps
  2. ^ http://customs.hmrc.gov.uk/channelsPortalWebApp/channelsPortalWebApp.portal?_nfpb=true&_pageLabel=pageExcise_InfoGuides
  3. ^ Österreich: Der Euro kommt - die Stempelmarke geht, su shortnews.de. URL consultato l'11 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2015).
  4. ^ CFD History Geschichte INfo Hilfe History of CFD, su cfd-invest.de. URL consultato l'11 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2010).
  5. ^ Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 25 maggio 2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 2007
  6. ^ Servizio @e.bollo
  7. ^ Art. 3, c. 1, lett a) del DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 maggio 1990, su Gazzetta Ufficiale. URL consultato il 30 dicembre 2024.
  8. ^ Decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, art. 1-bis, comma 10, lettera d), punto 1), convertito in legge 30 luglio 2004, n. 191.
  9. ^ Ministero dell'economia e delle finanze, Decreto 24 maggio 2005, art. 1, comma 1, ai sensi dell'art. 1, comma 300, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
  10. ^ Decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, art. 7-bis, comma 3, convertito in legge 24 giugno 2013, n. 71.

Voci correlate

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Altri progetti

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