Shatranj
gioco da tavolo
Shaṭranj è il nome che da secoli i Persiani danno all'antico gioco indiano degli scacchi.
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La parola deriva dal sanscrito catur aṅga Chaturanga ("dai quattro ranghi").
Giunto dall'India in Persia già in periodo preislamico, da questo paese il gioco passò nel mondo arabo e in Occidente: in al-Andalus innanzi tutto. Era per lo più considerato dalla cultura islamica altamente educativo e formativo e, come tale, ha mantenuto intatta la sua popolarità fino ai giorni nostri.
Pur di grande successo e registrando consensi tra molti autorevoli dotti, non mancarono tuttavia critiche e reprimende degli ambienti moralistici musulmani, tra cui si può ricordare, ad esempio, Abū Manṣūr al-Thaʿālibī.
Bibliografia
modifica- H.S. Nyberg, A manual of Pehlevi, II, Wiesbaden, Otto Harrassowitz, 1974.
- Félix Maria Pareja, Libro del Ajedrez, de sus problemas y sutilezas, de autor árabe desconocido: según el Ms. Arab. Add. 7515 (Rich) del Museo Británico, Madrid-Granada, Imprenta de E. Maestre, 1935. Titolo del manoscritto (in arabo): Kitab fi al-shatranj wa-mansubatihi wa-malahihi.
- idem, "La fase araba del gioco degli scacchi", in: Oriente Moderno, XXIII (1953), n. 10, Roma, Istituto per l'Oriente, pp. 407-429.
Collegamenti esterni
modifica- (EN) shatranj, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.