1848. "l'ondata rivoluzionaria che investè quasi tutta l'Europa sembrò esaurirsi, lasciando pochi detriti, con la stessa rapidità con cui era nata ed era andata crescendo" (Villani, p. 115). "Soltanto le istituzioni e i regimi, significativamente all'estremo opposto, della Gran Bretagna e della Russia non furono travolti, e neppure coinvolti, dalla forza impetuosa dell'ondata" (Villani, p. 116).
17 febbraio: il granduca di Toscana Leopoldo II concede la costituzione; il 30 gennaio 1849 abbandona Firenze e poi ripara a Gaeta, sotto la protezione di Ferdinando II; dopo la disfatta di Carlo Alberto a Novara (23 marzo 1849), Leopoldo torna a Firenze, scortato dagli Austriaci (lo Statuto verrà abolito nel 1852).
22 marzo: regime costituzionale ungherese (Rivoluzione ungherese del 1848, Lajos Kossuth); aprile 1849: repubblica; agosto 1849: repressione degli Austriaci, appoggiati dai Russi.
23 marzo: Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria.
4 ottobre 1853: i Turchi dichiarano guerra ai Russi.
20 aprile 1854: trattato tra Austria e Prussia (interessate alle bocche del Danubio) per ottenere dalla Russia lo sgombero dei Principati danubiani. L'esercito russo sgombra i territori di Valacchia e Moldavia il 25 giugno e questi vengono occupati dagli austriaci: le potenze tedesche non hanno più interesse diretto a entrare in una coalizione contro la Russia.
26 gennaio 1855: il Regno di Sardegna stipula una convenzione militare con l'alleanza anglo-francese; il 25 aprile un corpo di spedizione parte da Genova.
16 agosto: Battaglia della Cernaia, battaglia decisiva, vinta soprattutto grazie alla resistenza delle truppe piemontesi.
25 febbraio-16 aprile: Congresso di Parigi; Cavour ha modo di sollevare la questione italiana.
"Intervenendo nella guerra di Crimea, [Cavour] riuscì ad accreditare il Piemonte in Europa come rappresentante e garante di una soluzione moderata del problema italiano della cui esistenza le potenze europee prendevano atto, in Italia riuscì a imporsi come unico referente credibile per un movimento nazionale al quale con la Società nazionale fondata a Torino nel 1857 egli diede anche un concreto riferimento organizzativo di ispirazione liberal-moderata" (Dizionario di storia Treccani, lemma risorgimento).
gennaio: Alleanza sardo-francese: stabilì l'aiuto militare della Francia al Regno di Sardegna in caso di aggressione austriaca e, nell'eventualità di una vittoria, la cessione al Regno di Sardegna del Lombardo Veneto austriaco. In cambio dispose la cessione dal Regno di Sardegna di Nizza e Savoia.
11 luglio: Napoleone III e Francesco Giuseppe d'Austria firmano l'Armistizio di Villafranca: l'armistizio separato causò le dimissioni di Cavour, che lo ritenne una violazione del trattato di alleanza sardo-francese, poiché prevedeva la cessione al Piemonte della sola Lombardia.
novembre: La pace di Zurigo ratifica l'armistizio di Villafranca; Cavour ottiene il riconoscimento delle annessioni plebiscitarie di Toscana ed Emilia in cambio della cessione a Napoleone III di Nizza e Savoia. Il Regno di Sardegna si compone a questo punto di sei delle odierne regioni: Piemonte, Liguria, Sardegna, Lombardia, Emilia, Toscana.
15 settembre: Convenzione di settembre: Minghetti conclude con la Francia un accordo per risolvere la questione romana. Napoleone III si impegnava a ritirare entro due anni le truppe da Roma, mentre il Regno d'Italia a spostare entro sei mesi la capitale da Torino ad altra località (sarà poi Firenze capitale).