Utente:Sira Aspera/Sandbox
Dara Shikoh | |
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Erede apparente dell'Impero Moghul Shahzada | |
In carica | 1633 – 31 luglio 1658 |
Nome completo | Jalalulkadir Muhammad Dara Shikoh Mirza |
Altri titoli | Padshahzada-i-Buzurg Martaba, Shah-e-Buland Iqbal[1] |
Nascita | Ajmer, 20 marzo 1615 |
Morte | Delhi, 30 agosto 1659 (44 anni) |
Sepoltura | Tomba di Humayun |
Luogo di sepoltura | Delhi |
Dinastia | Moghul |
Padre | Shah Jahan |
Madre | Mumtaz Mahal |
Consorte | Nadira Banu Begum (1633-1659, ved.) Gül Safeh (Rana Dil) Udaipuri Mahal |
Figli | Sulaiman Shikoh Mihr Shah Paknihad Banu Begum Amalunnissa Begum Mumtaz Shikoh Sipihr Shikoh Jahanzeb Banu Begum |
Religione | Islam sunnita, sufismo (corrente Qadiriyya) |
Dara Shikoh (noto anche come Dara Shukoh; Ajmer, 20 marzo 1615 – Delhi, 30 agosto 1659) è stato un principe e scrittore indiano, figlio maggiore ed erede apparente dell'imperatore Moghul Shah Jahan e della sua consorte principale Mumtaz Mahal.
Nel 1657, suo fratello minore Aurangzeb reclamò il trono e, dopo aver sconfitto Dara Shikoh militarmente, lo esiliò per poi farlo giustiziare[2][3].
Dara Shikoh era un mussulmano non ortodosso, devoto al sufismo Qadiriyya, in contrasto con l'ortodossia di Aurangzeb, nonché autore di un testo che sosteneva la convergenza fra il sufismo islamico e il Vedanta indù, ed era in generale più incline alle arti, alla filosofia e al misticismo che al governo e alle attività militari[4][5][6][7].
Biografia
modificaOrigini e primi anni
modificaDara Shikoh nacque il 20 marzo 1615[8] ad Ajmer[9], dal principe Khurram Mirza (dal 1628 imperatore Shah Jahan), figlio dell'imperatore Moghul Jahangir, e dalla sua consorte principale, Arjumand Mumtaz Mahal[10][11][12]. Era il primo maschio, e il terzo nato dei loro quattordici figli totali, di cui solo sei, oltre a Dara Shikoh stesso, sopravvissero: Jahanara Begum, Shah Shuja, Roshanara Begum, Muhiuddin Aurangzeb, Murad Baksh e Gauharara Begum[13]. Fra questi, Dara Shikoh era particolarmente vicino a sua sorella maggiore Jahanara, con cui condivideva sia le vedute politiche che gli interessi artistici, letterari e religiosi, essendo entrambi mussulmani liberali a favore delle libertà di culto, a differenza del padre e di Aurangzeb, e seguaci del sufismo Qadiriyya, oltre che essere, rispettivamente, il figlio e la figlia favoriti dal padre[13][14][15].
L'istruzione di Dara Shikoh incluse teologia coranica, poesia, calligrafia, e lingua e letteratura persiana, hindi, sanscrita e araba[14][16].
Nel 1627, Jahangir morì e, dopo una breve guerra civile contro il suo fratellastro Shahryar e la sua matrigna Nur Jahan, il padre di Dara Shikoh ascese al trono nel gennaio 1628 col nome di Shah Jahan[17][18]. Immediatamente, nominò Dara Valiahad Shahzada, ovvero principe ereditario[19].
Matrimonio
modificaNel 1631, Mumtaz Mahal organizzò il fidanzamento fra Dara Shikoh e sua cugina Nadira Banu Begum, figlia di Parviz Mirza, tuttavia le nozze dovettero essere ritardate a causa della morte della stessa Mumtaz a giugno[20]. Trascorso l'anno di lutto, fu Jahanara a occuparsi di procedere con le nozze, che si tennero il 1° febbraio 1633 ad Agra[20][21]. Come dono di nozze, Dara Shikoh commissionò per la moglie un album di raffinate opere d'arte, sopravvissuto fino a oggi[22][23].
Contrariamente alle consuetudini, Nadira rimase l'unica moglie di Dara Shikoh, e la coppia ebbe sette figli[21]. Tuttavia, Dara aveva almeno due concubine, anche se non ebbe figli da loro: Gül Safeh (nota anche come Rana Dil) e Udaipuri Mahal, che in seguito divenne concubina di Aurangzeb[24][25].
Attività militare
modificaIl 10 settembre 1642 Dara Shikoh fu riconfermato formalmente nel suo ruolo di erede e nominato Shahzada-e-Buland Iqbal, ("principe che gode di grande fortuna"), nonché generale a capo di un esercito di 20.000 cavalieri e altrettanti fanti. Il 18 aprile 1648, gli fu concesso un ulteriore reparto di 10.000 uomini[26].
Guerra civile
modificaAlla fine del 1657, Shah Jahan cadde gravemente ammalato. Incapace di esercitare la propria autorità, suo figlio minore, Aurangzeb, si dichiarò imperatore, provocando una guerra civile fra se stesso e l'erede prescelto, Dara Shikoh. Sebbene sostenuto dal padre e dalla sorella Jahanara, che esercitava una grande influenza politica come Padshah Begum, Dara Shikoh venne ripetutamente sconfitto e in capo a poco più di un anno dovette fuggire, con l'intento di reclutare un nuovo esercito col sostegno di alleati esteri[27].
Morte e conseguenze
modificaSepoltura
modificaGovernatorato
modificaDara Shikoh ricoprì la carica di governatore nelle seguenti province:
Matrimonio e discendenza
modificaDalla sua unica moglie, sua cugina Nadira Banu Begum, che sposò nel 1633, ebbe sette figli, quattro maschi e tre femmine:[28]
- Sulaiman Shikoh (1635 - 1662), giustiziato da suo zio Aurangzeb;
- Mihr Shah (morto prima del 1659);
- Paknihad Banu Begum (morta prima del 1659);
- Amalunnissa Begum (morta prima del 1659);
- Mumtaz Shikoh (16 agosto 1643 - 6 dicembre 1647), nato ad Agra, morto bambino a Sirhind. Venne sepolto a Lahore;
- Sipihr Shikoh (1644 - 1708). A differenza di suo fratello, fu risparmiato da Aurangzeb, di cui sposò la figlia Zubdatunnissa Begum;
- Jahanzeb Banu Begum (morta nel 1705), nota anche come Jani Begum, ultimogenita della coppia.
Attività letteraria
modificaMecenatismo
modificaEredità
modifica- Nel 2017, il Consiglio comunale di Nuova Delhi ha rinominato la Dalhousie Road in Dara Shikoh Road in suo onore[29][30].
- A Nuova Delhi, esiste il Museo della Partizione Dara Shikoh, creato nello stesso edificio in cui, nel 1637, Dara Shikoh creò una biblioteca[31].
- Nel 2021, è stato creato un archivio digitale gratuito contenente tutti gli scritti di Dara Shikoh, le fonti primarie che lo citano e una selezione di fonti secondarie[32].
Cultura popolare
modifica- Dara Shikoh è il protagonista del romanzo del 1993 Shahjada Dara Shikoh, dello scrittore bengalese Shyamal Gangapadhyay, che vinse il Sahitya Academy Award.
- Il romanzo del 2000 Nero Pakistan, di Mohsin Hamid, è una rielaborazione moderna delle vicende di Dara Shikoh.
- Nel film del 2005 Taj Mahal: An Eternal Love Story, è interpretato dall'attore Vaquar Sheikh.
Note
modifica- ^ (EN) ʻInāyat Khān, The Shah Jahan Nama of 'Inayat Khan: An Abridged History of the Mughal Emperor Shah Jahan, Compiled by His Royal Librarian : the Nineteenth-century Manuscript Translation of A.R. Fuller (British Library, Add. 30,777), Oxford University Press, 1990, p. 4, ISBN 978-0-19-562489-2.
- ^ Frank W. Thackeray e John E. Findling, Events that formed the modern world: from the European Renaissance through the War on Terror, ABC-CLIO, 2012, p. 240, ISBN 978-1-59884-901-1.
- ^ (EN) Ira Mukhoty, Aurangzeb and Dara Shikoh’s fight for the throne was entwined with the rivalry of their two sisters, su Scroll.in, 17 maggio 2018.
- ^ Sir Robarts - University of Toronto, Rambles and recollections of an Indian official (TXT), London : Hatchard, 1844, p. 272.
- ^ Abraham Eraly, The Mughal Throne, 2000, p. 336.
- ^ (EN) Dārā Shikōh | Mughal emperor | Britannica, su www.britannica.com.
- ^ (EN) Josef W. Meri, Medieval Islamic Civilization: An Encyclopedia, Psychology Press, 2006, p. 195, ISBN 978-0-415-96690-0.
- ^ Jahangir e W. M. Thackston, The Jahangirnama: memoirs of Jahangir, Emperor of India, Freer Gallery of Art, Arthur M. Sackler Gallery in association with Oxford University Press, 1999, p. 461, ISBN 978-0-19-512718-8.
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- ^ Hansen 1996, p.121
- ^ (EN) It’s official! Central Delhi’s Dalhousie Road is now Dara Shikoh Road, in Hindustan Times, 6 febbraio 2017.
- ^ (EN) Dalhousie Road renamed after Dara Shikoh: Why Hindutva right wingers favour a Mughal prince, su The Indian Express, 7 febbraio 2017.
- ^ (EN) Ketan Rathod, A torn petticoat, Phulkari, art — Delhi’s Partition Museum pays poignant homage to displaced lives, su ThePrint, 4 maggio 2023.
- ^ (EN) Home, su Dara Shikoh.
Bibliografia
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- (EN) V. D. Mahajan, History of Medieval India, S. Chand Publishing, 2007, ISBN 978-81-219-0364-6.
- (EN) Jadunath Sarkar, A History of Jaipur: C. 1503-1938, Orient Blackswan, 1984, ISBN 978-81-250-0333-5.
- (EN) Sir Jadunath Sarkar, A Short History of Aurangzib, Orient BlackSwan, 2009, ISBN 978-81-250-3690-6.
- (EN) Kobita Sarker, Shah Jahan and His Paradise on Earth: The Story of Shah Jahan's Creations in Agra and Shahjahanabad in the Golden Days of the Mughals, K.P. Bagchi & Company, 2007, ISBN 978-81-7074-300-2.
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